Nel 1999 Einaudi pubblicò Q, un romanzo storico firmato Luther Blissett. Luther Blissett non era nessuno: era un nome aperto — preso in prestito a un calciatore inglese — che dal 1994 al 1999 centinaia di persone, in Italia e in Europa, usarono per firmare beffe, campagne, scritture. Nessuno poteva dire «Luther Blissett sono io»; nessuno poteva zittirlo fermando una persona sola. Dietro il romanzo c'erano quattro autori bolognesi che, chiuso il progetto, scelsero un altro nome collettivo, Wu Ming: in mandarino, «senza nome».
Non è un’eccentricità letteraria. Dal 1935 la matematica pubblica trattati firmati Nicolas Bourbaki, matematico mai esistito dietro cui lavora da generazioni un collettivo di studiosi francesi. E la Costituzione americana fu difesa sui giornali di New York, tra il 1787 e il 1788, da un certo Publius: erano Hamilton, Madison e Jay, convinti che gli argomenti dovessero pesare da soli, senza il nome di chi li porta.
Anche «whitecollarcrimes» appartiene a questa famiglia. Non è una persona: è un nome collettivo. Lo usano alcuni operatori del diritto penale, e non solo — universitari, avvocati, giudici, pubblici ministeri — che per ora preferiscono restare nell’ombra. La ragione la dichiariamo per intero: la libertà di scrivere anche ciò che oggi è più difficile scrivere. Un nome collettivo toglie di mezzo l’autore e lascia sul tavolo soltanto i fatti, i documenti, gli atti. Al lettore non chiediamo di fidarsi di una firma: chiediamo di verificare.
Un solo nome resta allo scoperto, come garante per tutti: quello dell’avvocato Luca Santa Maria, che di queste pagine risponde.
Il nostro criterio
Il nostro criterio di prova è il documento. Spesso è un atto giudiziario, una sentenza, una denuncia, un decreto di archiviazione. Non sempre: lavoriamo anche su casi che un processo non l’hanno mai avuto, e su carte societarie, scientifiche e amministrative. Quello che non cambia è la regola: ogni affermazione nasce da un documento, quel documento è citato, e il lettore lo può controllare. Diciamo ogni volta su quale piano siamo: che cosa ha accertato un giudice, che cosa ha dichiarato una parte, che cosa inferiamo noi.
Contatti
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