Le uscite
Il cuore della legge europea doveva diventare esigibile. Sei giorni prima è arrivato il regolamento che lo rinvia al dicembre 2027 e, nel frattempo, lo alleggerisce. Che cosa resta acceso, che cosa è stato tolto senza che nessuno ne parlasse. Le critiche vengono dopo: questa puntata guarda le carte sulla tavola, non giudica.
I cantieri legislativi della stagione, letti come un disegno solo: la stessa mano, lo stesso metodo, lo stesso beneficiario.
Due pubblici ministeri condannati due volte, assolti in Cassazione: il fatto non sussiste. Nella stampa italiana la parola «innocenti» non compare mai. Le parole dei giornali, prima e dopo, verificabili riga per riga.
Il progetto della Commissione Sisto: il modello 231 presunto idoneo esime la società e scherma il datore di lavoro, salvo la colpa grave. La nostra lettura, riga per riga, numeri alla mano.
La 231 compie venticinque anni e finisce dall'analista. Peccato che l'analista sia il suo avvocato, e che la parcella sia già partita. Edizione unica del venticinquennale.
Venticinque anni del decreto 231: la stagione celebrativa, e la riforma approvata dal Consiglio dei ministri il 4 agosto — chi festeggia, chi paga, che cosa c'è nel pacchetto.
Una riforma ministeriale che riscrive la legge fallita, un'intelligenza artificiale che produce gratis ciò che si vendeva a peso d'oro, giudici che cominciano a perdere la pazienza. E un'industria che intanto apparecchia già la festa successiva.
Le dosi nel sangue dei lavoratori, gli effetti già scritti negli studi, i successori del PFOA che sicuri non erano. E la sola notizia che ribalta il racconto: le cavie che hanno smesso di esserlo.
Nessuno sa quanti siano i consulenti della 231, quanto fatturino, se i loro modelli servano a qualcosa. Si sa invece quanta applicazione giudiziaria produce la legge: pochissima. Viaggio dentro un mercato che vive dell'incertezza che promette di eliminare.
La legge spiegata a chi non è del mestiere: da dove viene il decreto 231, come funziona il patto tra Stato e impresa, che cosa aveva promesso e che cosa ne ha fatto la giurisprudenza in venticinque anni.
In venticinque anni la legge sulla responsabilità da reato delle imprese ha generato il business più ricco del diritto penale italiano, e quasi nessun risultato verificabile. Compliance di carta, oro per i consulenti. Presentiamo la nuova serie in quattro puntate.
Ho chiamato «cavie» gli uomini e le donne di questa storia. Non è un'immagine a effetto: è, temo, la definizione esatta. Una cavia non ha scelto, non sa, e qualcun altro decide del suo corpo. Comincia qui la conta dei danni alla salute: il bilancio che nessuno ha finito di fare.
Giovedì 16 luglio, a Genova, la Corte d'Assise legge la sentenza sul crollo del ponte Morandi: 43 morti. Un saggio di Luca Santa Maria, dedicato a Federico Stella, sullo stile con cui si costruiscono le difese dei potenti.
L'Italia è terra di disastri industriali, eppure i crimini d'impresa restano «anonimi»: poco studiati, poco percepiti, poco perseguiti. Claudia Marcolungo, docente di Diritto ambientale all'Università di Padova, riprende il filo del contro-manifesto e affronta un tema rimasto sottotraccia: l'anonimato societario.
Contro-manifesto sul caso Moretti. Il 2 luglio 2026, su la Repubblica e il Sole 24 Ore, è apparsa una pagina a pagamento in difesa di un cittadino che non viene mai nominato, e che tutti riconoscono. Rispondiamo.
Spinetta e Trissino non sono due vicende: sono le due bocche di un solo vulcano. Una stessa molecola — il cC6O4, che appartiene a Solvay — e una stessa regìa li saldano in un unico disastro, esteso a quasi tutto il Nord. Un disastro che resta invisibile, perché nessuno — a partire dal Ministero dell'Ambiente — accetta di chiamarlo con il suo nome.
Dentro la sentenza Miteni — l'accertamento dei fatti contro Syensqo e DuPont sta lì.
A Taranto lo «Stato che lascia fare» ha un volto più nudo che altrove: non si limita a non vedere, legifera per non fermare. Un saggio recente legge il caso Ilva con gli strumenti della criminologia del crimine dei potenti — e mostra come la legge sia diventata il luogo della simbiosi tra Stato e impresa, e il danno alla salute una cosa, per anni, perfettamente legale.
Negli Stati Uniti il crimine d'impresa ha una scienza che lo studia da empirista: ne osserva l'organizzazione, ne misura il danno sul campo, e ne ricava schemi che aiutano il giudice a leggere i fatti. La seguiamo lungo due fili — i crimini ambientali e la corruzione internazionale — fino al loro nodo comune, lo Stato che lascia fare, e fino all'oggi: perché entrambe le materie seguono il vento politico, e oggi quel vento soffia all'indietro.
La storia di un'indagine mai davvero iniziata. Premessa e guida alla lettura.
Apertura di un'inchiesta a puntate sul più grande avvelenamento ambientale mai accertato in Italia.