Caso «Miteni»
Il caso Miteni: la giustizia ha colpito l'esecutore (la piccola Miteni, fallita) e risparmiato i mandanti industriali. Un'inchiesta a puntate.
Le puntate
Apertura di un'inchiesta a puntate sul più grande avvelenamento ambientale mai accertato in Italia.
Dentro la sentenza Miteni — l'accertamento dei fatti contro Syensqo e DuPont sta lì.
Spinetta e Trissino non sono due vicende: sono le due bocche di un solo vulcano. Una stessa molecola — il cC6O4, che appartiene a Solvay — e una stessa regìa li saldano in un unico disastro, esteso a quasi tutto il Nord. Un disastro che resta invisibile, perché nessuno — a partire dal Ministero dell'Ambiente — accetta di chiamarlo con il suo nome.
Ho chiamato «cavie» gli uomini e le donne di questa storia. Non è un'immagine a effetto: è, temo, la definizione esatta. Una cavia non ha scelto, non sa, e qualcun altro decide del suo corpo. Comincia qui la conta dei danni alla salute: il bilancio che nessuno ha finito di fare.
Le dosi nel sangue dei lavoratori, gli effetti già scritti negli studi, i successori del PFOA che sicuri non erano. E la sola notizia che ribalta il racconto: le cavie che hanno smesso di esserlo.
La popolazione fuori dai cancelli: i numeri del disastro, e i quasi quattromila morti che un solo studio ha osato contare.