Chi apre i documenti del caso OPL 245 ci trova tredici anni di atti, quattro Procure, tre gradi di giudizio, due denunce a Parigi e più nomi di quanti una memoria normale ne tenga. Questa puntata serve a non perdersi. Racconta il caso in dodici date e dice, per ogni affermazione, se risulta da un atto, se la dichiara qualcuno o se è una lettura di chi scrive. Il garante di questo sito è parte civile nel processo milanese sul cosiddetto complotto e autore della denuncia all'OCSE del 26 agosto 2026; il lettore lo sappia prima di cominciare.
1. Aprile 1998. La licenza
Il blocco petrolifero offshore OPL 245 è uno dei più ricchi della Nigeria. Nel 1998, negli ultimi mesi della dittatura militare di Sani Abacha, il ministro del petrolio Dan Etete lo assegna a una società nata pochi giorni prima, Malabu Oil & Gas, che a Etete stesso è riconducibile. Negli anni successivi la licenza viene revocata, riassegnata a Shell e restituita a Malabu con una transazione; nel 2011 è ancora in mano a chi se l’era assegnata. Nei provvedimenti citati questi passaggi non sono controversi; la lite, nei processi, è stata su ciò che le imprese sapevano.1
2. 29 aprile 2011. Il miliardo e trecento milioni
Eni e Shell comprano la licenza. Pagano circa 1,3 miliardi di dollari al governo nigeriano, che li gira in gran parte a Malabu: ottocento milioni circa arrivano nell’agosto 2011 sui conti nigeriani della società. Di quei soldi, circa trecento milioni restano a Etete; oltre cinquecentoventi passano alle società e ai cambiavalute di Aliyu Abubakar — un intermediario che le organizzazioni riferiscono essere noto in Nigeria come «Mr Corruption» — e diventano contante, distribuito senza tracciabilità a percettori in gran parte ignoti. Il processo che ne nascerà è, per la denuncia, «il più grande processo per corruzione internazionale mai celebrato», e la misura è l’importo della tangente contestata. Il Tribunale di Milano ha ricostruito questi passaggi e la sentenza di assoluzione non li nega. Nega un’altra cosa: che le due imprese sapessero, al momento di pagare, che quel denaro sarebbe servito a corrompere.2
3. 9 settembre 2013. L’esposto
Tre organizzazioni, Re:Common (Italia), The Corner House (Regno Unito) e Global Witness (Regno Unito), depositano un esposto alla Procura di Milano. Il 4 novembre 2013 la Procura iscrive il procedimento n. 54772/13 contro Eni e altri per corruzione internazionale; il 4 giugno 2014 lo notifica a Eni. A condurre l’indagine, e poi a sostenere l’accusa nel processo, sono Fabio De Pasquale, a Milano dagli anni di Mani pulite, e Sergio Spadaro. Il 30 luglio 2014, secondo gli atti richiamati nella denuncia, un ex dirigente di Eni licenziato l’anno prima, Vincenzo Armanna, che aveva seguito la trattativa OPL 245 in Nigeria, si presenta ai pubblici ministeri senza che nessuno l’abbia chiamato e accusa i vertici della società. Dalle sue dichiarazioni discende l’iscrizione dell’amministratore delegato in carica, nominato dal Governo nel maggio 2014, e del suo predecessore.3
4. 2015-2016. Il «complotto contro Eni»
Due giorni prima di presentarsi ai pubblici ministeri, il 28 luglio 2014, Armanna era stato filmato a sua insaputa nello studio romano di un imprenditore, a una riunione con l’avvocato esterno di Eni Piero Amara e due uomini della politica; Amara dirà nel 2019, in un interrogatorio, che la registrazione era stata «finalizzata a ricattare Armanna» e che l’aveva concordata con un dirigente di Eni, il quale nega. Dal gennaio 2015 tre esposti anonimi arrivano alla Procura di Trani e la scena si rovescia: il complotto, dicono, è contro Eni, ordito da consiglieri e dirigenti scomodi della società, dallo stesso Armanna e dal suo avvocato. Nel luglio 2016 la Procura di Siracusa emette avvisi di garanzia per diffamazione contro due consiglieri indipendenti e un dirigente di Eni; nel settembre 2016 otto magistrati di quella Procura segnalano ai vertici della magistratura le pressioni esterne sui loro fascicoli; nel febbraio 2018 Amara e il pubblico ministero di Siracusa sono arrestati per corruzione in atti giudiziari, e patteggiano. Che il «complotto contro Eni» sia stato fabbricato per proteggere i vertici dall’indagine su OPL 245 è, dal 2023, l’accusa della Procura di Milano in un processo tuttora in corso, nel quale Eni figura come persona offesa e, su richiesta della parte civile, come responsabile civile; il garante di questo sito è l’unica parte civile costituita contro di essa. Un’accusa, finché non c’è una sentenza; gli imputati sono presunti innocenti.4
5. 20 dicembre 2017. Il rinvio a giudizio
Il giudice dell’udienza preliminare di Milano rinvia a giudizio Eni, Shell e tredici persone, fra cui l’amministratore delegato di Eni in carica, il suo predecessore e Dan Etete. Il 20 settembre 2018 due intermediari dell’affare, giudicati a parte con il rito abbreviato, sono condannati in primo grado a quattro anni; la Corte d’appello li assolverà il 24 giugno 2021, senza che la Procura generale si opponga. Il dibattimento principale si apre il 14 maggio 2018 davanti alla VII sezione del Tribunale di Milano, presidente Marco Tremolada, e dura quasi tre anni.5
6. 17 marzo 2021. L’assoluzione
Il Tribunale assolve tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste». Le motivazioni, depositate il 9 giugno 2021, ritengono non provato che le due imprese sapessero della destinazione corruttiva del denaro, giudicano inattendibile Armanna, usano contro di lui il video del 28 luglio 2014 e rimproverano ai pubblici ministeri di non averlo depositato. Il 19 luglio 2022 la Procura generale di Milano rinuncia all’appello — con un sostituto diverso dai due pubblici ministeri del processo, che avevano chiesto di partecipare all’appello e non erano stati ammessi — e l’assoluzione diventa definitiva. Nel rapporto di Fase 4 sull’Italia, adottato il 13 ottobre 2022, il Working Group dell’OCSE ha messo in dubbio che l’interpretazione del reato seguita in quella sentenza, e in altre assoluzioni recenti, fosse conforme alla Convenzione, e ha definito «infelici» alcune espressioni usate dal sostituto procuratore generale nel rinunciare all’appello; con due sentenze successive, la prima del 31 maggio 2022 (Sez. VI, n. 28988/2022), la Corte di cassazione ha cambiato strada sul punto di diritto che aveva deciso il processo, come registra il rapporto di follow-up del 2024.6
7. 3 giugno 2021. I pubblici ministeri sotto processo
Sei giorni prima che il Tribunale depositi le motivazioni, la Procura di Brescia, competente per i magistrati milanesi, iscrive De Pasquale e Spadaro per rifiuto di atti d’ufficio. Il procedimento nasce dalle dichiarazioni di un collega, Paolo Storari, che dal 2020 conduceva l’indagine sul «complotto» e che nel febbraio-marzo 2021, alle ultime udienze di OPL 245, aveva chiesto loro di riversare nel processo alcune chat estratte dal telefono di Armanna; i due avevano comunicato per iscritto al Procuratore e alla Procuratrice aggiunta la valutazione di non acquisirle, rimettendo a loro la decisione. L’8 ottobre 2024 il Tribunale di Brescia li condanna a otto mesi; il 16 ottobre 2025 la Corte d’appello conferma. Nel frattempo De Pasquale ha lasciato, nel maggio 2024, la guida del dipartimento che aveva costruito OPL 245; secondo la stampa, dopo la sentenza della Cassazione ha lasciato la magistratura.7
8. 2020. Lo zerbino e la seconda corrente
Mentre il processo OPL 245 va verso la sentenza, dentro l’indagine sul «complotto» accade ciò che le denunce chiamano «la seconda corrente». Il 20 febbraio 2020 un avvocato esterno di Eni deposita in Procura, per conto del direttore degli affari legali della società, un plico che il dirigente dice di aver ricevuto in forma anonima (una prima busta, racconta, l’aveva trovata sotto lo zerbino di casa e distrutta). Dentro: contabili bancarie che attribuiscono a un ex dirigente di Eni milioni alle Cayman, un foglio di conti esteri, lo schermo di una chat sul pagamento di un testimone. Entro l’ottobre 2020 la Banca d’Italia accerta che le contabili sono false. Il conto di Dubai scritto in quel foglio, però, è vero — e riemergerà nel 2021 in una chat del 2019 trovata nel telefono di Armanna, consegnato ai pubblici ministeri nel novembre 2020. Chi ha fabbricato il plico non risulta accertato in alcun provvedimento noto. Per il dirigente la Procura ha chiesto nel marzo 2026 l’archiviazione per mancanza di dolo; la parte civile si è opposta, e l’udienza è fissata per il 15 dicembre 2026. Nel luglio 2025 un’annotazione della Guardia di Finanza, depositata agli atti del processo milanese, ha descritto incarichi e fatture dai quali la denuncia ricava che dal luglio 2019 Eni avrebbe finanziato, attraverso due studi legali, un apparato di intelligence privata sui propri accusatori. Leggere queste carte come un’operazione per rovesciare l’indagine è la tesi della parte civile e delle denunce, un’inferenza dichiarata come tale.8
9. 9 giugno 2025. Le organizzazioni a Parigi
Tre organizzazioni, The Corner House, Hawkmoth (Paesi Bassi) e HEDA Resource Centre (Nigeria), chiedono alla Presidente del Working Group dell’OCSE un esame dell’Italia ai sensi dell’articolo 5 della Convenzione. Portano sessanta «segnali d’allarme» dal 2013 in poi: dagli esposti di Trani alla rinuncia all’appello, dal processo ai pubblici ministeri allo svuotamento dell’unità anticorruzione della Procura di Milano. La Presidente risponde, secondo le organizzazioni, che l’esame deve attendere la fine del processo ai due magistrati; il 7 luglio 2025 le organizzazioni presentano una versione modificata, con quarantanove segnali, che tiene conto di quella risposta.9
10. 18 giugno 2026. La Cassazione
La Sesta sezione penale della Corte di cassazione annulla senza rinvio le condanne di De Pasquale e Spadaro «perché il fatto non sussiste». Le ragioni, depositate il 29 settembre 2026, dicono che l’obbligo di depositare quelle chat non esisteva, che la comunicazione ai dirigenti dell’ufficio era «un atto non di rifiuto ma di obiettiva, doverosa, trasparenza», e che l’acquisizione chiesta dal collega sarebbe stata, essa sì, «indebita». Dall’iscrizione a Brescia erano passati cinque anni e due condanne. La sentenza non nomina l’OCSE e non giudica il processo OPL 245: riguarda il reato di rifiuto di atti d’ufficio, e soltanto quello. Il testo integrale, la traduzione inglese e il commento sono su questo sito.10
11. 26 agosto 2026. La denuncia della parte civile
L’avvocato Luca Santa Maria deposita presso il Segretariato dell’OCSE una denuncia ai sensi dell’articolo 5, autonoma rispetto a quella delle organizzazioni: quarantotto paragrafi e trentatré allegati, tutti atti giudiziari. La denuncia ricostruisce in ventitré momenti datati, dal 2014 al 2026, ciò che le denunce chiamano l’ingerenza; conta dieci indagini che, per quanto risulta al denunciante dagli atti in suo possesso, non sono mai state aperte; formula quattro richieste, fra cui dieci domande verificabili da porre all’Italia. Il 9 settembre segue una Sintesi in venti punti; l’11 settembre la Presidente del Working Group risponde che il Gruppo e gli esaminatori capofila dell’Italia, Germania e Stati Uniti, considereranno la denuncia nel dicembre 2026, insieme alla relazione di follow-up dell’Italia; il 9 ottobre il denunciante trasmette le motivazioni della Cassazione con una traduzione inglese integrale e una nota di lettura. Tutti i documenti sono raccolti nella pagina del caso.11
12. Dicembre 2026. Il calendario
Nell’ottobre 2026 l’Italia deve riferire per iscritto al Working Group sull’attuazione di cinque raccomandazioni del 2022; nel dicembre 2026 il Gruppo esaminerà quella relazione e, con essa, le due denunce. Nello stesso mese, a Milano, è fissata l’udienza sull’opposizione all’archiviazione del dirigente che depositò il plico, ed è attesa la sentenza del processo sul «complotto», la cui requisitoria si è tenuta il 25 giugno 2026. A Parigi lo Stato italiano non dovrà rispondere di ciò che i suoi giudici hanno deciso, ma delle condizioni in cui lo hanno deciso; i documenti raccolti in questa pagina sono quelli con cui gli viene chiesto di farlo.12
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Note
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Request for Article 5 review by Working Group on Bribery of the Republic of Italy, The Corner House, Hawkmoth, HEDA, 9 giugno 2025, §§ 16-21 e tabella 1; denuncia DEN-OCSE-LSM-2026/09, 26 agosto 2026, § 1. Le vicende della licenza fra il 1998 e il 2011 sono ricostruite nella sentenza del Tribunale di Milano, VII sezione penale, 17 marzo 2021, n. 3055 (motivazioni del 9 giugno 2021), allegato A.1 della denuncia. ↩
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Denuncia, cit., § 1 (i due rami del denaro; le cifre sono quelle della ricostruzione processuale, in dollari); Request, cit., §§ 17-19 (il nomignolo di Abubakar è riferito dalle organizzazioni come usato «localmente»). Che le imprese non sapessero è l’accertamento del Tribunale di Milano, oggi definitivo. ↩
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Request, cit., tabella 1, voci del 9 settembre 2013, 4 novembre 2013, 4 giugno 2014 e 28 luglio 2014 (fonti: esposto di Re:Common, Corner House e Global Witness; dichiarazione di De Pasquale alla Crown Court di Southwark, 4 settembre 2014); denuncia, cit., § 12, e Sintesi, 9 settembre 2026, punto 1 (Armanna «non è citato» dai pubblici ministeri: si presenta spontaneamente). ↩
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Denuncia, cit., §§ 12-19 (il video del 28 luglio 2014, registrato all’insaputa di Armanna, circostanza riconosciuta dalla sentenza OPL 245; le parole di Amara sono dell’interrogatorio del 18 novembre 2019, dichiarazione di un imputato, che il dirigente di Eni chiamato in causa nega; gli esposti di Trani dal 23 gennaio 2015, gli avvisi di Siracusa dell’8 luglio 2016, l’esposto degli otto magistrati del 23 settembre 2016, gli arresti del 6 febbraio 2018); Sintesi, cit., punti 3-8. Il processo milanese è il n. 4659/2023 R.G.N.R., n. 643/2024 R.G. dib., Tribunale di Milano, III sezione penale, aperto il 30 maggio 2024; la tesi della fabbricazione è nella richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano e in quella, per i fatti di Trani, della Procura di Potenza del 3 marzo 2022 (allegati B.2 e C.8). Per la scheda del caso «Falso complotto», in preparazione, si veda la pagina del caso «Ungheria». ↩
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Request, cit., tabella 1 e nota 8 (decreto del Giudice dell’udienza preliminare di Milano, dott.ssa Barbara, 20 dicembre 2017, proc. n. 54772/13); voci del 20 settembre 2018 (condanna in abbreviato degli intermediari Obi e Di Nardo), 22 marzo 2021 e 24 giugno 2021 (la Procura generale non si oppone all’appello; la Corte d’appello li assolve). ↩
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Tribunale di Milano, sentenza n. 3055/2021, cit., in particolare pp. 326-331 sul video e sui pubblici ministeri; Request, cit., tabella 1, voci del 26 gennaio 2022 (la Procura generale respinge la richiesta di De Pasquale di partecipare all’appello) e del 19 luglio 2022 (la rinuncia all’appello della sost. procuratrice generale Gravina, con le espressioni riferite dalla stampa: «neocolonialista», società che «hanno fatto la ricchezza della Nigeria»); denuncia, cit., allegato A.4. Il giudizio del Working Group sull’interpretazione del reato è nel rapporto di Fase 4 sull’Italia (13 ottobre 2022), §§ 100 e 116, e quello sulle espressioni «unfortunate» al § 111, come citati dalle organizzazioni (Request, note 9 e 183); il mutamento di indirizzo della Cassazione è registrato dal rapporto di follow-up del 10 ottobre 2024, § 29. ↩
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Corte di cassazione, Sez. VI penale, sentenza n. 34812/2026, pp. 2, 32-34 (l’iscrizione «a seguito delle dichiarazioni rese dal dr Paolo Storari»; la comunicazione del 5 marzo 2021 ai dirigenti); Tribunale di Brescia, sentenza n. 3178/2024 dell’8 ottobre 2024; Corte d’appello di Brescia, sentenza n. 1375/2025 del 16 ottobre 2025; denuncia, cit., § 30 (la cessazione dalla guida del dipartimento nel maggio 2024; sulle dimissioni dalla magistratura la fonte è la stampa dell’agosto 2026, come dichiarato nella denuncia). ↩
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Denuncia, cit., §§ 23-29 e 31-35; Sintesi, cit., punti 11-15 e 20; nota di deposito del 20 febbraio 2020 e verbale del 27 febbraio 2020 (allegati E.2 ed E.3); esiti delle unità di informazione finanziaria del 6 e 20 ottobre 2020 (allegato E.5); nota della Guardia di Finanza n. 155349 del 10 marzo 2021 (il conto di Dubai nella chat del 20 agosto 2019); annotazione della Guardia di Finanza del 4 luglio 2025, 136 pagine (allegato E.12); richiesta di archiviazione del 19 marzo 2026 e opposizione della parte civile (allegati G.1 e G.2). Tutte le persone nominate o indicate in questo paragrafo sono presunte innocenti; la qualificazione come «seconda corrente» è della denuncia. ↩
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Request, cit., §§ 58-61 (le richieste) e tabella 1 (i sessanta segnali); Amended Complaint, 7 luglio 2025, §§ 1, 12 e 14 (la risposta della Presidente, riferita; quarantanove segnali). Entrambi i testi sono pubblicati sul Global Anticorruption Blog e nella pagina del caso. ↩
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Cass., Sez. VI pen., n. 34812/2026, udienza del 18 giugno 2026, depositata il 29 settembre 2026, pp. 25-26, 28, 33, 36-37 e 41. Su questo sito: il testo della Corte, la traduzione inglese non ufficiale e «Il pubblico ministero: un personaggio in cerca di autore?» (7 ottobre 2026). ↩
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Denuncia DEN-OCSE-LSM-2026/09, §§ 7, 11-35, 42-46; Sintesi, 9 settembre 2026; lettera della Presidente del Working Group, 11 settembre 2026; nota di accompagnamento alle motivazioni della Cassazione, 9 ottobre 2026. Gli esaminatori capofila dell’Italia nella Fase 4 sono Germania e Stati Uniti (rapporto di follow-up del 10 ottobre 2024, nota 1). ↩
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OECD Working Group on Bribery, Italy: Phase 4 Two-Year Written Follow-Up Report, 10 ottobre 2024, § 53; lettera della Presidente dell’11 settembre 2026; per le udienze milanesi, denuncia, cit., § 42, e atti del procedimento n. 25203/2022 (opposizione ammessa il 31 agosto 2026, udienza del 15 dicembre 2026). Registro. Accertato sugli atti citati: le date, le cifre, i provvedimenti. Dichiarato: le parole di Armanna e di Amara, le espressioni riferite dalla stampa, la risposta della Presidente del Working Group come riferita dalle organizzazioni, le dimissioni di De Pasquale. Attribuito: ai rapporti OCSE del 2022 e del 2024 i giudizi sul processo OPL 245, citati attraverso le denunce; le citazioni in italiano da fonti inglesi sono traduzioni di questo sito. Inferito, e dichiarato come tale: che il «complotto» sia stato fabbricato (accusa della Procura, non sentenza) e che la seconda corrente sia stata un’operazione per rovesciare l’indagine (tesi della parte civile e delle denunce). Il processo milanese è in corso; ogni persona nominata è presunta innocente. ↩
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nome collettivo · garante: avv. Luca Santa Maria · 27 ottobre 2026